Popolazione
Abitanti 2526
Maschi 1235
Femmine 1291 (Agg. 31 Marzo 2008)
Superficie Ha
10000 Altezza sul mare
503 metri Comunità Montana
XIV Montiferru A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico Strumento Urbanistico
PUC del 1990 Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru Numero Istat
095 049
Le
domus de janas sono grotticelle sepolcrali scavate
nella roccia, risalenti al neolitico recente
e al Calcolitico. Le domos de janas sono costitute
da una o più cellette di forma quadrangolare o circolare,
talvolta intercomunicanti fra di loro , non più
grandi di un metro quadrato. Sono provviste di ingresso
a forma quadrata (cm. 40X60) e hanno per questo,
somiglianza a forni a legna, infatti a Santulussurgiu
vengono comunemente detti "sos forrigheddos". Il
termine "domos de janas" significa "casa delle fate"
in quanto si pensava che queste piccole costruzioni
fossero le loro abitazioni. Nel territorio di Santulussurgiu
troviamo alcuni esemplari di Domos de Janas: zona
Matziscula, Predu fumu, Mandra 'e caddos, Bau 'e
nughes, Badde urgu, Zaga 'e muru.
Tombe dei giganti
Sono
chiamate tombe dei giganti le sepolture del periodo
nuragico (1800-238 a.C.). La loro struttura è caratterizzata
da alcuni particolari che si ripetono in tutti gli
esemplari tuttora esistenti. Questi particolari
sono: la stele monolitica o bilitica che costituisce
la facciata della tomba e che in quelle più recenti
è costituita da un paramento a filari. Il prospetto
è completato da dalle due ali dell'esedra che si
allargano a semicerchio ai lati del portello d'ingresso
e delimitano uno spazio antistante generalmente
riservato ai riti funebri. Il portello, di solito
rettangolare o quadrato, immette nel corridoio che
si sviluppa perpendicolarmente alla facciata e che
rappresenta la vera e propria camera sepolcrale.
Il corridoio è chiuso dall'alto da una serie di
pietre di copertura ed il suo interno è delimitato
da file laterali di pietre ortostatiche. L'esterno
del corridoio è costituito da una muraglia di largo
spessore che ne segue il profilo e che reggeva il
grande cumulo di terra che ricopriva il tutto sino
all'altezza dell'arco della stele. L'estremità della
tomba opposta alla stele, cioè l'abside, spesso
veniva strutturata in forma elegante con delle
pietre a semicerchio l'una sull'altra accuratamente
lavorate. Nel territorio di Santu Lussurgiu esistono
alcune tracce relative a cinque tombe di giganti:
Baracontu, Balinu Casu, Pradu Majore, Elighe onna,
Mura Surzaga.
Betili
Il
termine betilo significa "casa della divinità" In
realtà erano delle statue molto stilizzate, in pietra
locale, risalenti al periodo nuragico. I betili
più antichi avevano forma generalmente conica e
frequentemente presentavano forme antropomorfiche,
tanto che potevano distinguersi i betili femminili
da quelli maschili. I betili più recenti , invece
, assumono quasi tutti la forma tronco-conica e
presentano sulla parte mediana della loro superficie
laterale due o più incavi circolari da interpretarsi
come gli occhi aperti. La funzione rituale assegnata
ai betili, generalmente sistemati lungo l'arco dell'esedra
delle tombe dei giganti o comunque nei pressi di
essa , era quella di vigilare attentamente sulla
incolumità della tomba e conseguentemente sulla
pace dei morti. Nel territorio di Santu Lussurgiu
esiste un esemplare di betilo in regione S'ena
Ruia.
Urne cinerarie
Si
riferiscono a riti di cremazione che hanno caratterizzato
alcuni momenti della vita punica e romana in Sardegna;
infatti queste urne, scavate sulla rocce stabili
o su pietre mobili, erano destinate a raccogliere
le ceneri dei corpi cremati. Esse generalmente
hanno forma rettangolare, talvolta forma quadrata
ed eccezionalmente circolare. La loro profondità si aggira sui 20 cm.
E frequentemente la loro imboccatura è circondata
da una cornice aggettante sul piano della roccia.
Frequentemente all'interno dell'urna si nota, inserito
in un angolo, una sporgenza a gradino. Presumibilmente
si tratta di una piccola mensa rituale su cui i
parenti del morto poggiavano la moneta del pedaggio
per l'aldilà. Il rilievo della cornice serve da
incastro al coperchio litico che sovrasta l'incavo
dell'urna, aderendovi automaticamente dato il grande
peso del coperchio stesso. Quest'ultimo presenta
nella sua superficie inferiore levigata , un leggero
incavo quadrato, perfettamente simmetrico all'imboccatura
dell'urna, mentre le altre pareti risultano grezze,
al naturale. Nel territorio di Santu Lussurgiu
sono presenti urne cinerarie Puniche Romane nelle
seguenti zone: Zormanittu, Bau 'e pirastu, Procarzos
e Mura Surzaga.