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Stemma Santu Lussurgiu giovedì 28 agosto 2008
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Popolazione

Abitanti 2526
Maschi 1235
Femmine 1291
(Agg. 31 Marzo 2008)

Superficie Ha
10000
Altezza sul mare
503 metri
Comunità Montana
XIV Montiferru
A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico
Strumento Urbanistico
PUC del 1990
Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru
Numero Istat
095 049





ARCHEOLOGIA - [leggi anche un po di storia]


Domus de janas

Le domus de janas sono grotticelle sepolcrali scavate nella roccia, risalenti al neolitico recente e al Calcolitico. Le domos de janas sono costitute da una o più cellette di forma quadrangolare o circolare, talvolta intercomunicanti fra di loro , non più grandi di un metro quadrato. Sono provviste di ingresso a forma quadrata (cm. 40X60) e hanno per questo, somiglianza a forni a legna, infatti a Santulussurgiu vengono comunemente detti "sos forrigheddos". Il termine "domos de janas" significa "casa delle fate" in quanto si pensava che queste piccole costruzioni fossero le loro abitazioni. Nel territorio di Santulussurgiu troviamo alcuni esemplari di Domos de Janas: zona Matziscula, Predu fumu, Mandra 'e caddos, Bau 'e nughes, Badde urgu, Zaga 'e muru.


Tombe dei giganti

Sono chiamate tombe dei giganti le sepolture del periodo nuragico (1800-238 a.C.). La loro struttura è caratterizzata da alcuni particolari che si ripetono in tutti gli esemplari tuttora esistenti. Questi particolari sono: la stele monolitica o bilitica che costituisce la facciata della tomba e che in quelle più recenti è costituita da un paramento a filari. Il prospetto è completato da dalle due ali dell'esedra che si allargano a semicerchio ai lati del portello d'ingresso e delimitano uno spazio antistante generalmente riservato ai riti funebri. Il portello, di solito rettangolare o quadrato, immette nel corridoio che si sviluppa perpendicolarmente alla facciata e che rappresenta la vera e propria camera sepolcrale. Il corridoio è chiuso dall'alto da una serie di pietre di copertura ed il suo interno è delimitato da file laterali di pietre ortostatiche. L'esterno del corridoio è costituito da una muraglia di largo spessore che ne segue il profilo e che reggeva il grande cumulo di terra che ricopriva il tutto sino all'altezza dell'arco della stele. L'estremità della tomba opposta alla stele, cioè l'abside, spesso veniva strutturata in forma elegante con delle pietre a semicerchio l'una sull'altra accuratamente lavorate. Nel territorio di Santu Lussurgiu esistono alcune tracce relative a cinque tombe di giganti: Baracontu, Balinu Casu, Pradu Majore, Elighe onna, Mura Surzaga.


Betili

Il termine betilo significa "casa della divinità" In realtà erano delle statue molto stilizzate, in pietra locale, risalenti al periodo nuragico. I betili più antichi avevano forma generalmente conica e frequentemente presentavano forme antropomorfiche, tanto che potevano distinguersi i betili femminili da quelli maschili. I betili più recenti , invece , assumono quasi tutti la forma tronco-conica e presentano sulla parte mediana della loro superficie laterale due o più incavi circolari da interpretarsi come gli occhi aperti. La funzione rituale assegnata ai betili, generalmente sistemati lungo l'arco dell'esedra delle tombe dei giganti o comunque nei pressi di essa , era quella di vigilare attentamente sulla incolumità della tomba e conseguentemente sulla pace dei morti. Nel territorio di Santu Lussurgiu esiste un esemplare di betilo in regione S'ena Ruia.


Urne cinerarie

Si riferiscono a riti di cremazione che hanno caratterizzato alcuni momenti della vita punica e romana in Sardegna; infatti queste urne, scavate sulla rocce stabili o su pietre mobili, erano destinate a raccogliere le ceneri dei corpi cremati. Esse generalmente hanno forma rettangolare, talvolta forma quadrata ed eccezionalmente circolare. La loro profondità si aggira sui 20 cm. E frequentemente la loro imboccatura è circondata da una cornice aggettante sul piano della roccia. Frequentemente all'interno dell'urna si nota, inserito in un angolo, una sporgenza a gradino. Presumibilmente si tratta di una piccola mensa rituale su cui i parenti del morto poggiavano la moneta del pedaggio per l'aldilà. Il rilievo della cornice serve da incastro al coperchio litico che sovrasta l'incavo dell'urna, aderendovi automaticamente dato il grande peso del coperchio stesso. Quest'ultimo presenta nella sua superficie inferiore levigata , un leggero incavo quadrato, perfettamente simmetrico all'imboccatura dell'urna, mentre le altre pareti risultano grezze, al naturale. Nel territorio di Santu Lussurgiu sono presenti urne cinerarie Puniche Romane nelle seguenti zone: Zormanittu, Bau 'e pirastu, Procarzos e Mura Surzaga.


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