Sa Carrela è organizzata annualmente da tre diversi soggetti con funzioni complementari: si tratta del Comune di Santu Lussurgiu, del Circolo Ippico e della Pro Loco. Senza la loro preziosa azione congiunta la corsa non potrebbe prendere vita. Esiste una convenzione tra il Circolo Ippico e la Pro Loco che sancisce i rispettivi compiti nell’allestimento della manifestazione. Il Circolo Ippico si occupa dell’aspetto equestre logistico, ma anche della sicurezza e delle assicurazioni. Inoltre ha anche il compito di provvedere al reclutamento dei cavalieri che avviene tramite l’affissione di manifesti già dal mese di ottobre. Vengono fissati i termini entro cui l’iscrizione deve essere effettuata e, dopo il pagamento della quota, viene stipulata la polizza assicurativa. Per ribadire la specificità lussurgese de Sa Carrela 'e Nanti gli organizzatori hanno deciso che l’iscrizione debba essere riservata solamente a cavalieri del paese o a persone che per lo meno abbiano un genitore di Santu Lussurgiu. È quanto tiene subito a chiarire Rita Migheli, presidente della Pro Loco, nella nostra prima intervista, durante lo svolgimento della manifestazione 2008, nella giornata del lunedì.
Da parte sua, la Pro Loco provvede all’organizzazione delle attività che giornalmente hanno luogo durante la manifestazione. Collabora anche con il Circolo Ippico con la gestione degli aspetti inerenti la sicurezza: in particolare si occupa di assicurare la presenza di ambulanze e i medici durante le corse.
La Pro Loco, il giorno prima della corsa dei cavalli, organizza anche Sa Carrela dei bambini, ossia una simulazione della corsa realizzata su una parte del percorso con i bimbi in costume che corrono su cavallini di ferula. La stessa associazione si occupa della premiazione dei cavalieri: in genere va a tutti un premio di partecipazione che può essere un buono spesa. Alle prime tre "migliori maschere" viene dato un premio costituito da un riconoscimento in denaro.
Da quanto ci è stato detto dalla signora Migheli, nel passato esisteva un premio anche per le pariglie più belle, ma dal momento che puntualmente l’assegnazione provocava forti polemiche e discussioni, gli organizzatori hanno scelto di abolire tale premio.
Per quanto riguarda il Comune, il sindaco rilascia i permessi ufficiali per lo svolgimento della manifestazione. L’amministrazione comunale provvede, inoltre, anche alla preparazione della strada adatta per la corsa ed ulteriori aspetti inerenti la sicurezza come, tra l’altro, la disposizione di transenne.
La strada dove i cavalieri scendono all’impazzata è via Roma, che per tutti i lussurgesi è Sa Carrela .Ogni anno a questa strada viene smantellata cioè viene tolto l’asfalto perché troppo duro per il cavallo. Qualche giorno dopo la fine del carnevale viene rimesso l’asfalto. Ogni anno quindi il comune si sobbarca una spesa di circa 40 mila euro: una spesa alla quale i lussurgesi partecipano volontariamente e attivamente tanto è forte l’attenzione per la salute del cavallo (che si cerca di mettere nelle migliori condizioni di sicurezza durante la corsa) e l’attaccamento alla tradizione da non suscitare alcun problema una spesa così significativa per un piccolo ente locale.
I tre organismi, già dall’autunno, svolgono riunioni periodiche in cui i lavori di ogni parte vengono coordinati e tesi all’obiettivo comune della riuscita della manifestazione in allegria e sicurezza.
Una testimonianza molto importante è quella della voce de Sa Carrela: lo speaker Ambrogio Casula. Unica voce della manifestazione dal 1978 a oggi, è lui che annuncia la partenza dei cavalieri e ammonisce il pubblico affinché sgomberi la pista al passaggio dei cavalli. A quanto egli stesso racconta, prima del suo debutto non c’era nessuno che svolgesse il ruolo di speaker durante la corsa.
Il sig. Casula ci dice che intorno agli anni Sessanta e Settanta la manifestazione, un po’ come tutte le tradizioni dell’isola, era entrata in crisi a causa del vento della modernità che spirava in quegli anni, un vento che faceva sembrare vecchia e anacronistica qualsiasi espressione festiva della tradizione. Addirittura egli ricorda che Sa Carrela stava quasi per sparire anche perché nessuno voleva prendersi la responsabilità davanti alla Questura di porre la firma per il rilascio dell’autorizzazione allo svolgersi della corsa.
Il signor Ambrogio, che ancora oggi collabora attivamente con gli organismi che curano l’organizzazione de Sa Carrela, rivendica orgogliosamente il suo impegno tra i promotori del rilancio della manifestazione, insieme con quello di Francesco Onni, allora cavaliere istruttore del Circolo Ippico. Nell’anno del suo esordio fra gli organizzatori hanno corso solo 12 cavalieri: con il passar del tempo la febbre de Sa Carrela ha però ripreso a crescere fino ai grandi numeri degli ultimi anni!
Prima di svolgere il ruolo di speaker, la funzione del sig. Casula era quella di mossiere, dava cioè il via alla partenza dei cavalli con l’ausilio di una bandierina. Solo nei primi anni Ottanta egli cominciò ad usare il megafono e a collocarsi sui balconi della strada, e più tardi ancora, sulla postazione appositamente costruita vicino a s’iscappadorzu, il punto della partenza. Al giorno d’oggi la sua voce esce da un moderno microfono.
Un altro momento di forte crisi Sa Carrela lo ha attraversato negli anni Ottanta in seguito ad un grave incidente in cui un cavaliere perdette la vita. Da allora le misure di sicurezza sono state potenziate e i cavalli sono certamente più addestrati.
Oggi la manifestazione coinvolge un gran numero di lussurgesi e anche i turisti non sono più degli estranei. Grazie ad una sapiente organizzazione, il recupero della tradizione è avvenuto in grande stile: il sogno di molti giovani Lussurgesi è nuovamente, come negli anni Trenta e Quaranta, quello di correre Sa Carrela!
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