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Giorno chiusura farmacia: Giovedi pomeriggio

Popolazione

Abitanti 2479
Maschi 1224
Femmine 1255
(Agg. 10 Settembre 2010)

Superficie Ha
10000
Altezza sul mare
503 metri
Unione dei Comuni
Montiferru-Sinis
XIV Montiferru
A.S.L.
Numero 5 Oristano
Strumento Urbanistico
PUC del 1990
Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru
Numero Istat
095 049





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2. Maria Ledda, La preparazione dei cavalli

A Santu Lussurgiu il carnevale è una festa particolarmente sentita. Quello che la caratterizza è la tipica corsa a cavallo lungo la via Roma (strada principale del centro storico), organizzata dal comitato del Circolo Ippico, in collaborazione con l'amministrazione comunale. Da varie interviste fatte ai cavalieri de Sa Carrela ‘e Nanti ho potuto raccogliere varie informazioni sul protagonista principale di questa corsa: il cavallo.

Ciascun cavaliere comincia a procurarsi e a preparare il proprio cavallo subito dopo le feste natalizie. Per chi non ne possegga uno, la ricerca dell’animale spesso richiede molto tempo e comporta delle difficoltà, dovute al fatto che molte volte gli animali non vengono prestati per diversi motivi: cavalla gravida, motivi personali, e così via. La preparazione atletica del cavallo varia da due a quattro mesi: in questo modo l’animale ha il tempo necessario per allenare i muscoli e farsi il fiato.

La domenica che precede la data di inizio del carnevale, cominciano le prove, che consistono nel far correre i cavalli in sa Carrela per far conoscere e far prendere confidenza il cavallo con il percorso.

Il cavallo è come un atleta e come tale va trattato e preparato. È molto importante l'alimentazione che deve essere energetica perché la corsa richiede un grande sforzo:  lo stesso animale, infatti, può rendere in maniera diversa a seconda del trattamento che ha ricevuto. Esso viene nutrito con biada, erba fresca, foraggio, e talvolta anche con un trattamento di integratori alimentari a partire dai 90 giorni precedenti alla corsa.

Il rapporto che si instaura tra l'uomo e il cavallo è filiale: il cavaliere lo tratta con amore e dolcezza, ma anche con un po’ di polso se necessario.

Dall’incontro con l’Assessore Stefano Putzolu è emerso che questo amore verso il cavallo è dimostrato dal fatto che ogni anno si toglie l'asfalto e poi si ricopre di sabbia, in tal modo l’animale soffre meno durante la discesa. Terminato il carnevale l'asfalto viene rimesso e la stessa operazione  verrà ripetuta l'anno successivo.

Di particolare importanza è l'estetica del cavallo che si basa sulla cultura del bello: l'animale viene valorizzato per la corsa con caratteristiche treccine sul dorso; la coda viene anch’essa raccolta e intrecciata  per evitare che s'impigli durante la corsa − questo perché in passato, essendo le code incolte e folte, rappresentavano un pericolo.

La treccia della cosa viene disfatta ogni giorno per i tre giorni consecutivi da sa Carrela perché al cavallo fa male; la sua bardatura e pulizia sono il biglietto da visita di ciascun cavaliere.

Il sig. Denti mi ha raccontato che esistono delle attrezzature che vengono messe ai cavalli, in base al tipo di movimento, durante la corsa — ad esempio le fasce, le parabarbete, le paranocche, i paratendini e i paragli — ma i più utilizzati sono le fasce per le zampe di dietro e i paratendini per quelle davanti. Può essere usato o il filetto che si lavora con due mani che abitualmente viene utilizzato nei concorsi, oppure il morso sardo per manifestazioni tradizionali in quanto il cavallo con questo è più bello.

Come afferma il sig. Stefano Putzolu, Assessore comunale di Santu Lussurgiu e Presidente del Circolo Ippico, il cavallo è un animale nobile, è un amico, anzi un figlio. Con il cavaliere devono essere una cosa sola, l'uno deve capire l'altro senza violenza; la sintonia e il rispetto sono alla base di questo rapporto.

Un unico metodo di preparazione dell' animale non esiste. Nel passato i cavalli venivano usati nei lavori dei campi ed erano robusti e facili da guidare; erano più piccoli, ad esempio negli anni ’60 erano alti m. 1.50 circa,  con falcate corte ed era più semplice gestirli. Al giorno d’oggi essi vengono usati solo per la corsa, raggiungono un’altezza di m 1.70 circa,  con falcate più ampie e quindi più difficili da gestire.

Nella corsa il problema è che la discesa non è regolare quindi il cavaliere deve contrastare la forte sollecitazione del cavallo e riequilibrarlo. L’abilità del cavaliere consiste nel non avere né una mano troppo dura che confonde l’animale, né una mano troppo morbida che non è in grado di darle la giusta sicurezza. Da entrambe queste due situazioni potrebbero scaturire critiche e pericoli.

Un aspetto che mi ha particolarmente colpito, che è scaturito dalle mie interviste, è il fatto che un gran numero di giovanissimi nutrono una passione ed un amore per il cavallo che nasce spontaneamente, a prescindere dalle tradizioni di famiglia.
Spesso essi s’imbattono contro il volere dei genitori, i quali nutrono paura e preoccupazione nei confronti dei loro figli, sia perché il cavallo è pur sempre un animale imprevedibile per certi aspetti, sia perché la corsa è pericolosa.

La velocità, la compostezza, l'eleganza sono caratteristiche del cavallo fondamentali per la corsa, e sottolineo l'importanza dei suoi gesti e dei suoi movimenti che vanno letti, capiti, reinterpretati e seguiti con cura.


INDICE
- Introduzione

1. Silvia Mastinu, L’organizzazione de Sa Carrela
2. Maria Ledda, La preparazione dei cavalli
3. Luisa Piu, I cavalieri anziani
4. Michela Caschili, Cavalieri si nasce …. o si diventa?
5. Maria Luisa Porcella Ciusa, Oltre le barriere del Carnevale di Santulussurgiu. Il pubblico di Sa Carrela ‘e nanti
6. Francesca Zucca, S’istudiantina de carrasegare
7. Laura Marcis, Santu Lussurgiu paese ospitale
8. Francesca Muroni, Sa Carela ‘e Nanti - La trasformazione del paese
9. Alessandra Pinna, Il ruolo delle donne nella festa


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