Popolazione
Abitanti 2479
Maschi 1224
Femmine 1255 (Agg. 10 Settembre 2010)
Superficie Ha
10000 Altezza sul mare
503 metri Unione dei Comuni Montiferru-Sinis
XIV Montiferru A.S.L.
Numero 5 Oristano Strumento Urbanistico
PUC del 1990 Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru Numero Istat
095 049
4. Michela Caschili, Cavalieri si nasce .. o si diventa?
Quest’anno numerosi sono stati i partecipanti di “Sa Carrela e nanti”, giovani e meno giovani, tutti profondamente animati da un forte attaccamento alle proprie tradizioni. Prendendo parte alla manifestazione, è evidente che la corsa non è riconducibile a riti ancestrali o propiziatori, ma è veramente un momento di aggregazione e di festa per tutti.
Spericolati cavallerizzi, preparati di tutto punto, si lanciano in pariglie a due e talvolta a tre, al galoppo, lungo il percorso sterrato, tra curve e restringimenti, tra decine di persone incuranti del pericolo. Unite o disunite, "sas paredzas" (le pariglie) fanno spettacolo per quasi tre ore, ogni anno. I cavalieri, rigorosamente lussurgesi, in questi tre giorni fanno a gara per mettere in mostra la loro abilità e balentia,(ove si intende per essa il concetto di vigore, ardimento, temerarietà e baldanza di fronte alle difficoltà da affrontare) e la bellezza dei loro cavalli.
La domenica che precede la data di inizio del carnevale, cominciano le “prove”, che consistono nel far correre i cavalli in “sa Carrela ‘e nanti”, con la differenza che i cavalieri non sono mascherati e le corse non sono molto veloci, perché si deve far conoscere il percorso al cavallo.
Lo spettacolo è per intenditori e appassionati di equitazione che sanno cogliere la capacità dei cavalieri e l’equilibrio del binomio uomo-cavallo. Alcuni elementi particolari distinguono “sa Carrela”. Il bravo cavaliere deve, infatti, mostrare compostezza ed eleganza, il suo assetto dovrà essere impeccabile. La bardatura e la pulizia del cavallo sono il biglietto da visita di ciascun cavaliere. I tanti esperti ed appassionati del cavallo, infatti, osservano e commentano con fare critico, oltre che osservare le peripezie dei cavalieri nelle acrobazie delle pariglie e ascoltare il rumore degli zoccoli dei cavalli che corrono al galoppo in perfetta armonia. L’abilità dei cavalieri consiste, dunque, nel metter insieme la maestria equestre e l’assetto durante la corsa. Tra di loro ci deve essere, inoltre, un particolare affiatamento senza il quale non è possibile eseguire armonicamente la corsa.
Acclamati da due ali di folla, per nulla intimorita dalla vicinanza con i cavalli, anche quest’anno i cavalieri hanno dato dimostrazione di grande coraggio e di grande entusiasmo. Tra gli eroi per un giorno, un giovane 17enne, Nicola Migheli, ha partecipato alla tipica discesa di sa carrela. Senza seguire, infatti, nessun esempio in famiglia, come generalmente accade, preparandosi con grande serietà e convinzione, ha vinto l’opposizione paterna. Ciò che lo ha spinto è stato sicuramente l’attaccamento alle tradizioni lussurgesi, anche se il giovane sostiene che è stata dura convincere il proprio padre, che non ha la stessa passione per i cavalli, anche se è innegabile quella degli zii paterni. Ciò che lo ha motivato è la forte e indescrivibile emozione che prova durante la corsa con il cavallo Zamzù, prestatogli da un conoscente per l’occasione. Il suo compagno, di cui Nicola va orgoglioso, gli ha infuso tanta sicurezza, e il giovane ci tiene a sottolineare la prodezza e la lunga esperienza del valoroso compagno. Ciò che colpisce di più, nel parlare con questi giovani è il fatto che veramente amano le loro tradizioni, profondamente radicate in loro. Tutti concordano nel dire che aspettano con ansia questo giorno “tutto l’anno”.
Qualcuno ha cominciato presto a prendere posto nelle tribune. Altri hanno cominciato il proprio giro tra le case del centro, tra un bicchierino di vino rosso e un delizioso dolcetto tipico. Se qualcuno ha deciso di indossare il tradizionale abito sardo, molti altri si sono sbizzarriti: dai pellerossa ai grandi pascià, dalle mucche agli elefanti. La pioggerella, fattasi sul tardi più fitta non ha spaventato nessuno. Già dalle tre del pomeriggio si attendeva l’arrivo dei cavalieri pronti per la discesa; Nicola è arrivato, vestito da moschettiere, tenendo tutti con il fiato sospeso, ha dato dimostrazione della sua Balentia. Con grande acclamazione della folla e prorompente entusiasmo, tra grida di incitamento e applausi, ha raccolto l’ approvazione dell’orgoglioso papà. L’emozione è stata forte anche per tutti i presenti.
Nel parlare con Nicola dopo la discesa, però, si scoprono tante cose, che in realtà non sempre sono visibili agli occhi di un profano. Infatti, dopo le prime pariglie della domenica, in cui i giovane indossava il tradizionale costume di Ollollai, il giovane ha raccontato di aver provato forte emozione, tanto da rimanere senza fiato per qualche secondo. Il lunedì, però, la cavalla ha avuto un problema di distorsione al garretto e questo le ha impedito di scendere come avrebbe dovuto. Questi spiacevoli episodi purtroppo, sono da mettere in conto durante questa pericolosa corsa equestre. I cavalli, per quanto preparati adeguatamente, sono sottoposti a duro sforzo, e non è da escludere che qualcuno di loro si fratturi la zampa o si faccia veramente male, senza contare il fatto che c’è un grosso rischio anche per coloro che li cavalcano, ma che vale la pena di correre in nome di una tradizione molto sentita e vissuta in tutti i suoi singolari aspetti.