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Stemma Santu LussurgiuBorghi autentici d'Italia mercoledì 17 marzo 2010
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Giorno chiusura farmacia: Giovedi pomeriggio

Popolazione

Abitanti 2490
Maschi 1219
Femmine 1278
(Agg. 31 Dicembre 2009)

Superficie Ha
10000
Altezza sul mare
503 metri
Unione dei Comuni
Montiferru-Sinis
XIV Montiferru
A.S.L.
Numero 5 Oristano
Strumento Urbanistico
PUC del 1990
Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru
Numero Istat
095 049




 

Stemma Univesità cagliari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA


Master di I° Livello in
METODI E MATERIALI PER IL TURISMO CULTURALE IN SARDEGNA

Il Carnevale di Santu Lussurgiu.
Studio preliminare per la costruzione di un itinerario turistico integrato


Michela Caschili, Maria Ledda, Laura Marcis, Silvia Mastinu, Francesca Muroni, Alessandra Pinna, Luisa Piu, Maria Luisa Porcella Cuisa, Francesca Zucca


A cura di Ignazio Macchiarella

Nell’Anno Accademico 2007/08, gli studenti del
Master di primo livello in “Metodi e materiali per il turismo culturale in Sardegna, nell’ambito del Laboratorio di costruzione di itinerari turistici integrati: “luoghi delle tradizioni, delle feste e della musica in Sardegna” (prof. Ignazio Macchiarella),  hanno svolto un piccolo lavoro di ricerca sul carnevale lussurgese. Si è trattato di un’attività seminariale in aula cui hanno fatto seguito due escursioni a Santu Lussurgiu: una durante il Carnevale (4-5 febbraio), l’altra qualche settimana dopo (12 marzo). Ogni studente ha sviluppato uno specifico tema attraverso l’osservazione diretta e mediante delle interviste ad alcuni protagonisti della festa. L’obbiettivo dell’attività era verificare in vivo la complessità di una festa tradizionale e quindi riflettere concretamente sulla molteplicità dei fattori che entrano in gioco quando si voglia proporne una fruizione turistica. Il testo qui presentato è il resoconto scritto dagli studenti e può rappresentare un contributo preliminare ad una più articolata proposta di itinerario turistico integrato.

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Il Carnevale di Santu Lussurgiu è una festa particolarmente complicata, articolata su più livelli di significazione. Occasione d’intensa mobilitazione per la quasi totalità della popolazione, su carrasegare lussurzesu è noto soprattutto per sa Carrela ’e Nanti,  una sfrenata corsa di pariglie, giù a rotta di collo lungo uno stretto percorso corrispondente alla parte inferiore di via Roma (sa carrela 'e nanti per l'appunto). Non si tratta di una competizione vera e propria, con un traguardo o un vincitore dichiarato, bensì una sequenza di discese, ad intervalli di pochi minuti l'una dall'altra, di coppie (o terzetti) di cavalieri, solo ed esclusivamente del paese (spesso in costume carnevalesco) i quali lanciano i cavalli al galoppo cercando di farli correre appaiati, tenendosi loro stessi per le braccia o provando a fare delle particolari figurazioni.
Attualmente sa carrela si svolge per quattro pomeriggi: la domenica precedente al carnevale sa duminiga 'e sas provas, e dalla domenica al martedì grasso. Nella corsa del lunedì viene introdotta sa pudda, una gallina appesa (negli ultimi tempi non una gallina vera ma di stoffa), all'incirca a metà del percorso che i cavalieri debbono colpire con un bastone nella loro corsa.
Sa carrela e nanti è certamente la prima cosa che viene in mente alla maggior parte dei lussurgesi a proposito del Carnevale. Essa attira altresì un vastissimo pubblico da tutta la Sardegna, con l'aggiunta talvolta di gruppi turisti dal continente organizzati da Agenzie di viaggio specializzate. Per alcune agenzie, anzi, la corsa viene considerata una grande attrazione e viene associata in appositi pacchetti-viaggio con la celeberrima Sartiglia di Oristano.
Al di là de sa carrela sono molteplici gli altri elementi festivi lungo tutti i tre giorni e che attengono al codice alimentare, al codice sonoro, alle relazioni interpersonali e così via. I capitoli seguenti, ciascuno con un proprio approccio e stile espositivo, si soffermano su alcuni di tali elementi, privilegiando l’attenzione verso la corsa dei cavalli. (I.M.)

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Il lavoro è stato possibile grazie alla cortese collaborazione degli organizzatori della festa: l’Associazione Pro-Loco di Santu Lussurgiu e il Circolo Ippico Lussurgese. Con l’aiuto dei rispettivi presidenti responsabili - Rita Migheli e Stefano Putzolu – gli studenti hanno avuto modo di entrare nel vivo della festa, di conoscere e discutere diversi protagonisti. Ulteriori contributi sono venuti da altri lussurgesi variamente coinvolti nella festa e che qui collettivamente si vogliono ringraziare. Fra essi: Giovanna Are, Gabriella Belloni, Paolo Cadau, Domenica Carta, Ambrogio Casula, Maria Giuliana Chessa, Giuseppa Chessa, Rita Chessa, Roberto Chessa, Giuseppe Denti, Oliviero Fadda, Mario Corona, Antonio Migheli, Nicola Migheli, Salvatore Migheli, Raimondo Motzo, Francesco Piga, Gerolamo Schirra, Giuseppe Secchi, Bill Woolf,. Si ringrazia inoltre l’Amministrazione Comunale di Santu Lussurgiu e il sindaco dott. Emilio Chessa.

Sul carnevale lussurgese si vedano inoltre: Giuseppe Firinu - Salvatore Ligios - Antonio Cossu, Sa carrela: Santu Lussurgiu, un paese a cavallo, ed. Soter, Villanuova Napoleone 1995; Giovanni Ardu, Mario Corona, Roberto Iriu, Ignazio Macchiarella, Antonio Migheli, Cantare a cuncordu a Santu Lussurgiu. Saggio di musicologia comparata, Nota, Udine 2008.


INDICE
1. Silvia Mastinu, L’organizzazione de Sa Carrela
2. Maria Ledda, La preparazione dei cavalli
3. Luisa Piu, I cavalieri anziani
4. Michela Caschili, Cavalieri si nasce …. o si diventa?
5. Maria Luisa Porcella Ciusa, Oltre le barriere del Carnevale di Santulussurgiu. Il pubblico di Sa Carrela ‘e nanti
6. Francesca Zucca, S’istudiantina de carrasegare
7. Laura Marcis, Santu Lussurgiu paese ospitale
8. Francesca Muroni, Sa Carela ‘e Nanti - La trasformazione del paese
9. Alessandra Pinna, Il ruolo delle donne nella festa


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