Popolazione
Abitanti 2520
Maschi 1235
Femmine 1285 (Agg. 31 Agosto 2008)
Superficie Ha
10000 Altezza sul mare
503 metri Comunità Montana
XIV Montiferru A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico Strumento Urbanistico
PUC del 1990 Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru Numero Istat
095 049
A Santu Lussurgiu il Carnevale e’ una manifestazione particolarmente
sentita. Quello che lo caratterizza e’ la tradizionale
corsa a cavallo detta “SA
CARRELA 'E NANTI”[1],
organizzata dal comitato composta dal CIRCOLO IPPICO LUSSURGESE,
PRO LOCO, in collaborazione con l’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
Sa Carrela 'e nanti è una strada sterrata in terra
battuta, situata nel centro storico del paese. Le case
fanno da contorno alla discesa iniziale, il tratto pianeggiante,
ed infine, la breve salita che termina nell’uscita
del paese verso Bonarcado. Curve e strettoie segnano il
percorso, dando alla corsa quella spettacolarità
unica ed emozionante.
La DOMENICA DI CARNEVALE,
intorno alle 15.30, i primi cavalieri (circa 60 e tutti
rigorosamente lussurgesi) si presentano a s’iscappadorzu,
il punto in cui avrà inizio la manifestazione.
La partenza delle pariglie, composta da due o tre cavalieri
per volta, viene data da un addetto alla sicurezza, ma
è lo speaker Ambrogio Casula, che da oltre vent'anni,
con voce incitante comunica di liberare il percorso, autorizzando
così l’inizio della corsa.
Il bravo cavaliere mostrerà compostezza ed eleganza,
il suo assetto dovrà essere impeccabile. La bardatura
e la pulizia del cavallo sono il biglietto da visita di
ciascun cavaliere. I tanti esperti e appassionati del
cavallo, osservano e commentano con fare critico chi non
presenta bardatura e pulizia accurata. L’abilità
dei cavalieri consiste nel mettere insieme la maestria
equestre, l’assetto durante la corsa, la compostezza
dei cavalli lungo il tortuoso percorso.
La giornata del lunedì viene denominata “SU
LUNISI DE SA PUDDA
“. Anticamente in questa giornata, i cavalieri portavano
con sé appesa alla sella (o basto) una o più
galline “vive”. Gli amici che non partecipavano
alla corsa, appendevano a testa in giù, a circa
metà percorso, la sfortunata gallina. L’abilità
consisteva nel decapitare con un colpo secco di bastone
(su fuste ‘e
ortzastru [2]) la
povera gallinella.
Negli anni, l’antica tradizione, ha lasciato posto
al buon gusto e rispetto per gli animali, salvando il
pennuto domestico, sostituendolo con una finta gallina
di pezza, che i cavalieri, sempre con il bastone, buttano
giù dal filo posto trasversalmente lungo la strada.
Con la giornata del MARTEDI'
termina lo spettacolo de “SA CARRELA ‘E NANTI”;
a conclusione della manifestazione equestre avviene la
premiazione dei cavalieri e delle migliori pariglie mascherate.
La giuria (segreta) premia le tre pariglie per le migliori
maschere presentate durante i tre giorni e le prime tre
pariglie che il lunedì hanno abbattuto il maggior
numero di “finte” galline; a volte vengono
dati premi particolari come quello per il cavaliere più
anziano, per il più giovane o per l’insolita
amazzone, nonché un premio di partecipazione per
tutti i cavalieri.
uno spettacolare
guizzo alla partenza: s'iscappadorzu
[1]”SA CARRELA ‘E NANTI”:
la corsa ha preso questo nome dalla via chiamata “SA CARRELA
‘E NANTI”, che ha il significato di strada che si trova
davanti, e che un tempo era quella principale (al secolo
via Roma).
[2]
”su fuste ‘e
ortzastru”: il bastone
d'olivastro, molto forte e resistente.
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