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Stemma Santu Lussurgiu luned́ 13 ottobre 2008
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Popolazione

Abitanti 2520
Maschi 1235
Femmine 1285
(Agg. 31 Agosto 2008)

Superficie Ha
10000
Altezza sul mare
503 metri
Comunità Montana
XIV Montiferru
A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico
Strumento Urbanistico
PUC del 1990
Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru
Numero Istat
095 049




 
Chida Santa

SVOLGIMENTO DELLA SETTIMANA SANTA A SANTU LUSSURGIU

- La settimana che precede la Domenica delle Palme, il coro della Confraternita dell’Addolorata durante le sue funzioni esegue il canto della “Novena”, e con questi canti ci si prepara all’atmosfera quaresimale.

- Lavorazione della palma durante la settimana che precede la Domenica delle Palme. Per questa occasione nella sacrestia della Confraternita del Rosario si intrecciano le foglie di palma, e i cantori ufficiali fanno le prove, inserendo nel coro di tanto in tanto anche dei giovani, trasformando cosi questa attività in una vera e propria scuola di canto.

- La
Domenica delle Palme è caratterizzata dalla benedizione e distribuzione al popolo delle palme lavorate e dei mazzetti di ulivo con le foglie di palma, durante la S. Messa, che viene cantata dal coro de ‘Su Cuncordu ‘e Santa Rughe’, (coro della Confraternita di Santa Croce).

- Il
Martedì Santo la Arciconfraternita di Santa Croce è titolare della funzione de “Su Nazarenu”, consistente nella via Crucis all’interno della omonima chiesetta di Santa Croce, eseguendo i canti del Miserere e della Novena da parte del proprio coro.

-
Mercoledì Santo la Confraternita del Rosario prepara il simulacro del Cristo morto sulla croce, che verrà esposto al pubblico fino alla partenza della processione del Giovedì con tutti gli oggetti per la cerimonia del giorno successivo, corde e cunei di legno (sas cotzas), le scale per le funi (iscalas de arrambu), si puliscono i lampioni processionali, mentre le Prioresse vestono la statua della Madonna Addolorata.

- Prima che la Confraternita del Rosario chiedesse il permesso al Vescovo di poter svolgere i riti della Settimana Santa nei due giorni separati, tutte le funzioni si facevano nel solo giorno del Venerdì come da Sacra Scrittura sino agli inizi degli anni sessanta. Quindi il giorno del Giovedì era pressoché libero, prima della messa in Coena Domini.

A Santu Lussurgiu subito dopo pranzo si svolgevano ‘
sas Criccas’. Consisteva in una processione, che partendo dalla sede della Confraternita più antica, quella di Santa Croce, si recava alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, sede della Confraternita del Rosario, per proseguire poi al Carmine, sede della omonima Confraternita, e facendo l’ingresso solenne nella chiesa Parrocchiale di San Pietro dove aspettava l’ultima Confraternita in ordine di erezione, quella dell’Addolorata, con sede a San Pietro.
Alla presenza di tutte le confraternite riunite si dava inizio alla santa messa in Coena Domini (
Missa ‘e Gloria).

Di questi tempi, nel pomeriggio del Giovedì si prepara il tavolo per la cerimonia del lavabo (lavanda dei piedi) che si svolge durante la celebrazione della messa, nella chiesa parrocchiale di san Pietro.

Il tavolo viene coperto dalla tovaglia ricamata con lo stemma della Confraternita, imbandendo il tavolo con il pesce, il pane , il vino, la lattuga e l’arancio o il carciofo, a seconda della qualità d’annata dei due prodotti.

Prima della celebrazione le Prioresse aiutano a sistemare le fasce e gli asciugamani ai Priori e consiglieri, incaricati nelle mansioni del rito. Subito dopo la celebrazione della S. Messa la Confraternita del Rosario, coadiuvata dagli altri sodalizi, prepara l’altare maggiore della stessa chiesa, sgomberando tutto quello che si trova nel presbiterio, compreso l’altare mobile, per creare più spazio possibile alla cerimonia successiva. Appena arrivato il sacerdote, o il delegato per esso, la processione parte dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli, “su Cunventu
(1)”; in questo momento la portantina (s’andia) con il simulacro della Madonna Addolorata viene portata in questo giorno dalla Confraternita del Carmine, mentre la Confraternita dell’Addolorata chiude il corteo prima della folla.

Durante il tragitto con la croce del Cristo Morto che da li a poco verrà inalberata, su Cuncordu ‘e su Rosariu, (della Conf. del Rosario) canta nelle soste stabilite versetti del Miserere (salmo 50). Dentro la chiesa Parrocchiale, durante la fase dell’inalberamento della croce – in sardo detto
Incravamentu - il coro esegue il versetto del Miserere, che gli anziani per la sua lunga durata avevano soprannominato: Miserere longu, «Tunc apcetabit sacrificium justitiæ (…) super altare tuum vitulos» (vv. 21-22).

Dopo la breve riflessione del predicatore, la sacra rappresentazione termina con una strofa della Novena in lingua sarda, che nella nostra tradizione vocale - diversamente a quanto accade nella maggior parte dei centri dell’Isola - sostituisce lo Stabat Mater in latino: «A pes de s’agonizzante / autore de sa vida / de dolore isconsumida / pianghe sa mama amante».


(1)Viene chiamata in questo modo, dagli abitanti di Santu Lussurgiu, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, in quanto faceva parte dell’antico Convento Francescano dei Frati Minori Osservanti fondato intorno al 1478. Una antica tradizione orale attribuiva al Beato Bernardino da Feltre la fondazione del convento.


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