Popolazione
Abitanti 2520
Maschi 1235
Femmine 1285 (Agg. 31 Agosto 2008)
Superficie Ha
10000 Altezza sul mare
503 metri Comunità Montana
XIV Montiferru A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico Strumento Urbanistico
PUC del 1990 Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru Numero Istat
095 049
SVOLGIMENTO DELLA SETTIMANA
SANTA A SANTU LUSSURGIU
- La settimana che precede la Domenica delle Palme, il coro
della Confraternita dell’Addolorata durante le sue funzioni
esegue il canto della “Novena”, e con questi canti
ci si prepara all’atmosfera quaresimale.
- Lavorazione della palma durante la settimana che precede
la Domenica delle Palme. Per questa occasione nella sacrestia
della Confraternita del Rosario si intrecciano le foglie di
palma, e i cantori ufficiali fanno le prove, inserendo nel
coro di tanto in tanto anche dei giovani, trasformando cosi
questa attività in una vera e propria scuola di canto.
- La Domenica delle Palme
è caratterizzata dalla benedizione e distribuzione
al popolo delle palme lavorate e dei mazzetti di ulivo con
le foglie di palma, durante la S. Messa, che viene cantata
dal coro de ‘Su Cuncordu ‘e Santa Rughe’,
(coro della Confraternita di Santa Croce).
- Il Martedì Santo
la Arciconfraternita di Santa Croce è titolare della
funzione de “Su Nazarenu”, consistente nella via
Crucis all’interno della omonima chiesetta di Santa
Croce, eseguendo i canti del Miserere e della Novena da parte
del proprio coro.
- Mercoledì Santo
la Confraternita del Rosario prepara il simulacro del Cristo
morto sulla croce, che verrà esposto al pubblico fino
alla partenza della processione del Giovedì con tutti
gli oggetti per la cerimonia del giorno successivo, corde
e cunei di legno (sas cotzas), le scale per le funi (iscalas
de arrambu), si puliscono i lampioni processionali, mentre
le Prioresse vestono la statua della Madonna Addolorata.
- Prima che la Confraternita del Rosario chiedesse il permesso
al Vescovo di poter svolgere i riti della Settimana Santa
nei due giorni separati, tutte le funzioni si facevano nel
solo giorno del Venerdì come da Sacra Scrittura sino
agli inizi degli anni sessanta. Quindi il giorno del Giovedì
era pressoché libero, prima della messa in Coena Domini.
A Santu Lussurgiu subito dopo pranzo si svolgevano ‘sas
Criccas’. Consisteva
in una processione, che partendo dalla sede della Confraternita
più antica, quella di Santa Croce, si recava alla chiesa
di Santa Maria degli Angeli, sede della Confraternita del
Rosario, per proseguire poi al Carmine, sede della omonima
Confraternita, e facendo l’ingresso solenne nella chiesa
Parrocchiale di San Pietro dove aspettava l’ultima Confraternita
in ordine di erezione, quella dell’Addolorata, con sede
a San Pietro.
Alla presenza di tutte le confraternite riunite si dava inizio
alla santa messa in Coena Domini (Missa
‘e Gloria).
Di questi tempi, nel pomeriggio del Giovedì si prepara
il tavolo per la cerimonia del lavabo (lavanda dei piedi)
che si svolge durante la celebrazione della messa, nella chiesa
parrocchiale di san Pietro.
Il tavolo viene coperto dalla tovaglia ricamata con lo stemma
della Confraternita, imbandendo il tavolo con il pesce, il
pane , il vino, la lattuga e l’arancio o il carciofo,
a seconda della qualità d’annata dei due prodotti.
Prima della celebrazione le Prioresse aiutano a sistemare
le fasce e gli asciugamani ai Priori e consiglieri, incaricati
nelle mansioni del rito. Subito dopo la celebrazione della
S. Messa la Confraternita del Rosario, coadiuvata dagli altri
sodalizi, prepara l’altare maggiore della stessa chiesa,
sgomberando tutto quello che si trova nel presbiterio, compreso
l’altare mobile, per creare più spazio possibile
alla cerimonia successiva. Appena arrivato il sacerdote, o
il delegato per esso, la processione parte dalla chiesa di
Santa Maria degli Angeli, “su Cunventu(1)”;
in questo momento la portantina (s’andia) con il simulacro
della Madonna Addolorata viene portata in questo giorno dalla
Confraternita del Carmine, mentre la Confraternita dell’Addolorata
chiude il corteo prima della folla.
Durante il tragitto con la croce del Cristo Morto che da li
a poco verrà inalberata, su Cuncordu ‘e su Rosariu,
(della Conf. del Rosario) canta nelle soste stabilite versetti
del Miserere (salmo 50). Dentro la chiesa Parrocchiale, durante
la fase dell’inalberamento della croce – in sardo
detto Incravamentu
- il coro esegue il versetto del Miserere, che gli anziani
per la sua lunga durata avevano soprannominato: Miserere longu,
«Tunc apcetabit sacrificium justitiæ (…)
super altare tuum vitulos» (vv. 21-22).
Dopo la breve riflessione del predicatore, la sacra rappresentazione
termina con una strofa della Novena in lingua sarda, che nella
nostra tradizione vocale - diversamente a quanto accade nella
maggior parte dei centri dell’Isola - sostituisce lo
Stabat Mater in latino: «A pes de s’agonizzante
/ autore de sa vida / de dolore isconsumida / pianghe sa mama
amante».
(1)Viene
chiamata in questo modo, dagli abitanti di Santu Lussurgiu,
la chiesa di Santa Maria degli Angeli, in quanto faceva parte
dell’antico Convento Francescano dei Frati Minori Osservanti
fondato intorno al 1478. Una antica tradizione orale attribuiva
al Beato Bernardino da Feltre la fondazione del convento.