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Stemma Santu Lussurgiu giovedì 28 agosto 2008
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Popolazione

Abitanti 2526
Maschi 1235
Femmine 1291
(Agg. 31 Marzo 2008)

Superficie Ha
10000
Altezza sul mare
503 metri
Comunità Montana
XIV Montiferru
A.S.L.
Numero 5 Oristano
Distretto scolastico
Strumento Urbanistico
PUC del 1990
Piano Terr. Paesistico
Numero 8 Sinis Montiferru
Numero Istat
095 049





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Oggetto: "Referendum per l'abrogazione dell'articolo 3 e 15 della Legge regionale 29 del 1997"

Carissimo Assessore,

Le scrivo per informarla che il 23 di aprile si terrà a Santulussurgiu l’incontro dei Sindaci e dei comitati spontanei per discutere del referendum di iniziativa popolare per la modifica della legge 29 del 1997, segnatamente per modificare gli articoli 3 e 15.

Mi preme segnarle che l’utilizzazione di questo strumento democratico di consultazione popolare, nasce dalla constatazione che l’esecutivo regionale e le forze politiche che lo sostengono, non hanno dimostrato un reale interesse per modificare questa legge, frutto di un tardivo, quanto necessario, adeguamento alle normative nazionali.

Per quanto riguarda il metodo, ricordo soltanto che, 10 anni fa, la Giunta Pili non ritenne necessario coinvolgere le forze politiche di Minoranza, le Amministrazioni Comunali, le categorie lavorative e imprenditoriali.

Il risultato che abbiamo è sotto gli occhi di tutti: una legge incurante dei modelli evoluti di organizzazione dei servizi ai cittadini presenti in altre Regioni, che, tra l’atro, hanno preferito più ambiti territoriali ottimali e differenziato le tariffe, costruendo un esemplare sistema di governance delle zone montane.

Una legge indifferente alla storia delle comunità al loro patrimonio di conoscenze e di competenze, al loro modo di organizzarsi e di vivere nel loro ambiente. Mi domando a che cosa siano serviti mesi e mesi di discussione per sancire nella legge n. 12 del 2005 il principio che il territorio della Sardegna è composto da tanti Ambiti Territoriali Ottimali, con bisogni e storie diverse, se poi una legge vecchia di 10 anni, considera omogeneo ciò che omogeneo non è, considera uguale ciò che uguale non è. Non tener conto delle diverse situazioni economiche e sociali degli utenti, significa perpetuare disuguaglianze e iniquità e mettere a repentaglio la libertà sostanziale delle persone.

Non appartengo a quella schiera di persone che sostengono la necessità di demolire le normative varate dallo schieramento opposto, a prescindere dalla loro validità. Ma non appartengo neanche a quella pletora di persone che si ostinano a tenere in vita leggi ingiuste, rinunciando a politiche più attente al territorio e più rispettose dei bisogni dei cittadini.

In questo senso signor Assessore, l’azione che intendo sostenere non è un atto di ostilità nei suoi confronti e, tanto meno, nei confronti del Presidente, a cui va il mio personale apprezzamento per l’azione che state svolgendo; non è neanche una presa di posizione arbitraria o una mera contrapposizione strumentale, la vicinanza umana e politica che mi lega a questa esperienza governativa regionale, la condivisione di gran parte delle scelte fatte dall’attuale maggioranza, sono per me un risultato positivo importante e indiscutibile.

Resta tuttavia il rammarico, dal mio punto di vista, di una minimizzazione del nostro problema “acqua”, un problema che nasce invece dal cuore di una popolazione, consapevole di vivere in una piccola comunità rurale, lontana dai servizi più essenziali e dalle opportunità economiche, ma immersi in un territorio ricco di sorgenti, gran parte delle quali captate dai vecchi enti di gestione, per garantire alle popolazioni meno fortunate di noi approvvigionamenti idrici fondamentali. Ci inorgoglisce l’idea che l’acqua che nasce nel nostro territorio soddisfi un bisogno primario delle popolazioni del campidano di Oristano, pur non avendo avuto nessun tipo di vantaggio, ne in termini economici e tanto meno occupativi.

Mi permetta, quindi, di considerare le fonti che ci restano una sorta di vantaggio solidale una forma di risarcimento compensativo. Mi onoro di rappresentare una comunità dal “carattere fiero e indipendente”, che storicamente ha mal sopportato i soprusi, le arbitrarie imposizioni, ancorché espresse dai rappresentanti statali o regionali, non è cosa superflua ricordarle che nel lontano 1961 l’Amministrazione Comunale, sostenuta da tutta la popolazione lussurgese e dagli Amministratori del territorio circostante, fu protagonista di una lunga battaglia con la Regione per avversare l’arbitraria concessione della fonte di San Leonardo de Siete Fuentes ad un industriale di Macomer.

In quell’occasione, intellettuali, operai, contadini, allevatori, l’intera popolazione si mobilitò, fino alla revoca della concessione, per difendere, da speculazioni economiche, un bene radicato nella cultura e nella storia del nostro territorio. Oggi la comunità mi chiede, con forza, di tutelare il nostro bene. Le tante famiglie di allevatori, di anziani, gli stessi giovani, forse destinati ad emigrare, mi chiedono di non permettere che ci sottraggano l’autonomia della gestione della risorsa idrica e di trovare tutte le strade per mantenerla patrimonio della comunità.

Ho il presentimento che la mobilitazione che i comuni faranno non sarà indolore, trascinerà altri malumori e altri malcontenti e non aiuterà a rafforzare la fiducia nell’esecutivo regionale. Per questa ragione la prego di non sottovalutare l’iniziativa popolare e di scongiurare l’avvio di questa campagna referendaria, proponendo una soluzione alternativa almeno per quei comuni che hanno la gestione autonoma.

Considerando peraltro che, per quanto riguarda la strategia generale di riassetto e di razionalizzazione del servizio idrico, non ne deriverebbe niente di negativo. Solo così si ridurrebbe il rischio di una deriva populista, magari sostenuta, per trarne vantaggi elettorali, da personaggi sfuggenti che hanno dato vita o sostenuto, a suo tempo, la legge 29 che questa Giunta inspiegabilmente non vuol modificare. Non nascondo la difficoltà della situazione, ma mi conforta la serietà e l’alto profilo di capacità e di responsabilità che da sempre ha contraddistinto la sua storia umana e professionale.

In attesa di un cenno di riscontro voglia accettare il sentimento della mia stima e i più cordiali saluti.

Il Sindaco Emilio Chessa




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